La ‘Antica trattoria della Gobba o semplicemente “ l’ostaria ” come veniva chiamata dagli abitanti della Gobba è sempre stato uno dei luoghi più rappresentativi di tutto il borgo. Questa rarissima immagine della trattoria con la scritta sul muro “TRATTORIA DELLA GOBBA CON GIARDINO” ritrae il vecchio edificio. Il quadro con l’immagine è stata trovato su una bancarella di un mercatino in via Berra a Crescenzago dal signor Luciano Penatti, che ha vissuto la sua giovinezza alla Gobba.

La foto risale probabilmente agli ultimi anni dell’800, infatti ritrae via Bormio con un tram a vapore della linea Milano-Vimercate. Questa tratta di linea tranviaria fu inaugurata nel luglio 1880 ed i tram a vapore rimasero in servizio sino al maggio 1929, quando la linea fu elettrificata.

La struttura e le dimensioni dell’edificio ritratto nella vecchia foto potrebbero far pensare che la vecchia trattoria non fu completamente abbattuta ma potrebbe essere stata ristrutturata e ammodernata. Da notare sullo sfondo, nel giardino della trattoria l’imponente ippocastano che anche in seguito, per molti anni ha dominato il panorama.

Prima del ritrovamento della fotografia del vecchio edificio, si ipotizzava che l’unica immagine della precedente costruzione fosse quella rappresentata nel quadro che era appeso nell’ingresso della trattoria. Il quadro raffigurava un gobbetto con alle spalle quella che si pensava fosse la antica facciata della locanda con l’insegna “LA GOEBA”.

Molto probabilmente, il quadro era solamente il frutto della fantasia del pittore a cui era stato commissionato il quadro.

I primi riscontri oggettivi sulla vita della trattoria risalgono ai primi decenni del ‘900 quando la trattoria era di proprietà della famiglia Andreoni ed era gestita dalla signora Virginia (Gina) con il marito Giuseppe.

Piera Oriani e Gaetano Andreoni con i loro primogeniti (Giuseppe e Rina)

La signora Gina, tra l’altro ebbe l’onore di tenere a Battesimo un personaggio che in seguito sarebbe entrato nel cuore di tutti gli abitanti di Crescenzago: don Enrico Bigatti

Infatti agli atti della parrocchia di S. Maria Rossa a Crescenzago sta scritto che Enrico Giuseppe Bigatti, nacque da Enrico e Virginia Bossi, fu battezzato il 28 giugno e madrina fu la signora Virginia Ornaghi fu Gerolamo, domiciliata alla Gobba. La trattoria era un importante punto di riferimento per tutta la zona, vi si vendeva sale, chinino, tabacchi, francobolli ed era anche un ruspante ma elegante punto di ristoro appena “fuori porta” per i signori che passavano in carrozza sulla strada diretti a Lecco, Bergamo e Venezia. Oltre alla buona posizione ed all’eccellente cucina, uno dei punti di forza della trattoria era il grande giardino sul retro. Si tenevano banchetti per matrimoni e nei giorni festivi si ballava. Oltre ad una grande aia, usata come sala da ballo all’aperto, c’era un enorme pergolato formato da vite del Canadà e glicine che ombreggiava i tavoli. La gestione della trattoria passò quindi a Gaetano, figlio degli Andreoni che sposo’ Piera , una delle sorelle Oriani che abitavano nel contiguo cortile del 393.

Angelo, Rina e Giuseppe (Pino) Andreoni. L’ing. Pino Andreoni farà tutta la sua carriera professionale alla SPAI di via Olgettina (ora AMSA)

Negli anni  successivi fu abbellito il giardino, furono costruiti dei muretti in sasso ai piedi dei quali correva un piccolo ruscello d’ acqua corrente. Con delle fitte siepi di rampicanti furono creati dei separé allo scopo di formare tante salette, come fossero tanti gazebo affiancati.

Queste strutture erano ancora ben visibili e utilizzate negli anni ’60. I figli maschi di Gaetano Andreoni, Giuseppe ed Angelo preferirono gli studi ai fornelli ed iniziarono una stirpe, ancora oggi ininterrotta di ingegneri, l’altra figlia Rina non proseguì la attività dei    genitori e così nei primi anni del dopoguerra, dopo decenni di attività gli Andreoni cedettero la trattoria a dei ristoratori toscani, la famiglia Panizza. Il signor Aldo, la moglie Lena e la figlia Giancarla cercarono di valorizzare ancora di più la cucina.

La trattoria era sempre molto frequentata sia come rinomato ristorante dalla gente di fuori, sia dagli abitanti della frazione e da quelle circostanti come bar. La domenica gli abitanti della zona con le immacolate camicie bianche “della festa” si davano battaglia ai suoi tavoli con interminabili partite a carte. Anche per noi ragazzi la trattoria aveva una forte attrazione, oltre ad un coloratissimo jubox, nella saletta dietro il cortile era stato installato un bigliardino. La saletta era un po’ appartata e con un po’ di accortezza, inserite le prime 50 Lire e posizionati opportunamente dei fazzoletti dentro le porte con un’unica moneta si poteva giocare quasi all’infinito.

1938 – Nel giardino della trattoria della Gobba si festeggia il matrimonio di Cesarina Perini e Carlo Villa (al centro della foto). Ai lati gli amici Carlo Zanini (a sx) e Serafino Ceppi (dx)

Nella stessa saletta fece il suo ingresso trionfale, a metà degli anni 50 un grosso televisore, a quei tempi, ancora oggetto del desiderio per quasi tutte le famiglie della zona. Allora c’era un unico canale Rai ed un palinsesto quasi fisso. Nelle serate “affollate” era necessario portare le sedie da casa perchè non bastavano quelle del bar per tutti. Il giovedì sera con Mike Buongiorno che conduceva “Lascia o raddoppia” il pienone era assicurato, ma anche “Perry Mason”, il “ tenente Sheridan” o gli sceneggiati con Alberto Lupo avevano il loro successo.

Nel frattempo, nelle immediate vicinanze della Gobba, verso Cologno Monzese, dove ci sono gli attuali studi di Mediaset, era sorta Cinelandia, un’area dove venivano prodotti la quasi totalità degli spots pubblicitari dell’epoca, gli indimenticati Caroselli. La trattoria si popolò di mondanità, a mezzogiorno non era raro incontrare a pranzo nelle sue salette Sandra Mondaini, Gino Bramieri, Franco Fabrizi, Tino Scotti, Ernesto Calindri o Tino Buazzelli.

Menu del 21 ottobre 1972, giorno in cui Rina ed Ernesto Ornaghi tornarono a festeggiare il loro 25° anniversario di Matrimonio.

A metà degli anni ’60 iniziarono i lavori stradali che in seguito sconvolsero completamente la zona, una parte della trattoria fu abbattuta per far posto al viadotto della tangenziale, il tratto di via Padova prospiciente alla Gobba sparì per far posto a svincoli delimitati da reti e guardrails ed anche tutta la zona circostante fu stravolta.
Ancora per qualche anno comunque la trattoria sopravvisse allo scempio della zona, per darsi un tono nobile ed antico mutò il nome in “ antica hostaria della Gobba”. Mantenne anche una buona e selezionata clientela e grazie ad una accordo con la proprietaria della cascina Gobba, venne utilizzato il cortile del 393 come parcheggio per le macchine dei clienti. Negli anni ’70 proprietario della trattoria era diventato Marcello Leonardi che oltre ai tradizionale piatti della cucina lombarda introdusse nel menu anche specialità a base di pesce con una buona risposta da parte dei clienti.

Negli anni successivi il ristorante risentì pesantemente del degrado e dell’isolamento urbanistico della zona circostante, i suoi locali furono anche luogo di un misterioso evento delittuoso in cui fu vittima proprio Marcello Leonardi. Alla metà degli anni 80 l’antica trattoria chiuse. Ancora oggi, a molti anni dalla chiusura, grazie alla fama conquistata in oltre un secolo di attività,  qualche antico cliente o suoi discendenti si aggirano smarriti tra i guardrails alla ricerca della antica trattoria.

Dal novembre 2011 la trattoria ha riaperto, i nuovi gestori hanno dato una ripulita ai vecchi locali ed hanno creato un ambiente accogliente e nonostante i nuovi gestori siano latino-americani e la loro cucina sia a base di piatti della loro tradizione hanno voluto mantenere il vecchio nome: Ristorante “La Gobba“.

( Altre immagini della trattoria in album fotografico dei ricordi )