Nei primi decenni del XX secolo la Gobba non era solo un borgo agricolo ma vi era anche una fiorente attività imprenditoriale. Infatti oltre ai negozi, la trattoria e la fabbrica di biscotti era presente anche una fabbrica di bibite.

Emilio Andreoni (fratello di Gaetano, il gestore della antica trattoria La Gobba), con notevole intuito aveva impiantato una piccola e florida industria che produceva e commercializzava bibite. E’ ancora vivo nel ricordo di chi era presente a quell’epoca, l’enorme tino piazzato nel cortile della trattoria usato per lavare le bottiglie, il carro con apposite casse in legno che serviva per le consegne alle osterie e le biglie in vetro smerigliato utilizzate per chiudere a pressione le bottiglie di gazzosa, tanto ambite dai bambini della Gobba. La fabbrica produceva Selz , bevanda gasata allora molto in voga nella tipica bottiglia, gazzose ed una bibita color paglierino, probabilmente una cedrata, chiamata “GOBBETTA” !

Sembrerebbe che la promettente attività fu bloccata da una denuncia da parte dei produttori dell’acqua Giommi. Il marchio Giommi era molto famoso e conosciuto dagli italiani degli anni 30. Questa notorietà oltre alla qualità dei prodotti, era dovuta al notissimo manifesto di ispirazione futurista ed al motto molto indovinato che lo accompagnava “ apri l’occhio bevi Giommi”.

Secondo i giudici la composizione, il metodo di produzione ed il nome della Gobbetta erano troppo simili a quello di un prodotto analogo prodotto dall’acqua Giommi ed imposero ad Andreoni la chiusura della produzione. E così la Gobbetta non divenne famosa ma rimase solo nei ricordi degli abitanti della Gobba.

Biglietto dell'ATM con la pubblicità Giommi