Tempo fa’ agli abitanti di Crescenzago per individuare una casa, un cortile o un rione non serviva l’indirizzo; ogni angolo del borgo aveva il suo soprannome ed era immediatamente identificabile. (molte delle antiche definizioni sono state prese da un documento di Nino Legnazzi)

- foto 1 – piazza Costantino ed il vecchio municipio.
Giò del pónt – Identificava piazza Costantino e le zone contigue a nord del ponte sul Naviglio verso sesto San Giovanni.
Cà del Comun – la casa del municipio in piazza Costantino. (foto 1)
Sant’Antoni – zona di via Padova di fronte a via Toselli, dove una volta c’erano le “spedizioni BLORT”, attualmente sede di un discount alimentare.
La Margherita – via Padova, angolo via Don Orione, c’era anche una fermata della linea tranviaria Porta Venezia-Crescenzago.
Cà del Cola – Via Padova, angolo via Dal Pozzo Toscanelli
Cà di Angiolin – Via Padova, angolo via Pieri

- foto 2 – “El Lavezzar” via Cesarotti angolo via Padova
El Boschett - Via Padova angolo Via Emo chiamata anche Cà del Pescatori, dal nome del proprietario del negozio di telerie, ancora oggi in attività (magazzini EMO).
El Lavezzar - via Cesarotti 2, angolo via Padova. Il nome deriva dal cognome di un costruttore che vi abitava: Lavezzari. Fino a non molto tempo fa, c’era una “PESA PUBBLICA”. Quando esisteva il Dazio (sino agli anni ’60) c’era un gran via vai di camion accompagnati dai “Dazieri” per verificare se il peso delle merci trasportate era conforme a quanto dichiarato sulle bolle di consegna. . (foto 2)

- foto 3 – L’asilo
Sant’Ignazi – via Padova 260.
Córt del Cairo – Via Padova 262.
Córt de la Martesana – via Padova 263. angolo via Pieri, composto da una grande cascina con un cortile il cui muro confinava con il Naviglio Martesana.
L’Aresi – via Padova 268, era conosciuto soprattutto perché nella casa c’era una balera molto frequentata.
L’Asilo – via Padova 269, l’asilo fu costruito alla fine del 1800 ed è sempre stato all’avanguardia nei metodi pedagogici. (foto 3)

- foto 4 – la cappelletta del vecchio cimitero.
Cà de l’avocatt Soragni – era così chiamata la costruzione che esisteva in via Padova 269, che fu poi abbattuta per costruire l’asilo.
Córt de la Merica – via Padova 275-77, sembra che il nome derivi dal fatto che alcune famiglie che erano emigrate in America, ritornate in patria si stabilirono in questa corte che aveva stalle e fienili. In tempi antichi vi era anche un cimitero, ne è rimasta come testimonianza la cappelletta che ancora si vede lungo la Martesana in via Baccarini. (foto 4)
La Favorita – via Padova 276, lo stabile ospitava una rinomata trattoria che aveva anche una sala da ballo e campi di bocce. Una volta era anche un importante fermata di tram, infatti era il capolinea il tram SIP che veniva da Milano e facevano fermata anche i tram delle linee Celeri dell’Adda. (foto 5)

- foto 5 – Il ristorante “La Favorita” con il tram della T.I.P.
Córt de la Polliroeula – via Padova 279.
Cà del Ghia – via Padova 283, così chiamata perché i Cattaneo (detti i Ghia) vi avevano un negozio di frutta e verdura. I Ghia avevano anche dei terreni vicino alla Gobba. (foto 6)
El Biett – via Padova 288.
Burlagiò – via Padova 314, detta anche cà di Urnagh dal nome dei proprietari.
I Tre cà - via Padova 344, dove c’era “l’Osteria del Romeo”, tuttora in attività e gestita dal figlio e gruppo di case limitrofe, dove il Naviglio Martesana si allontana da via Padova, all’altezza di via Idro. Un tempo frazione abitata prevalentemente da lavandai.

foto 6 - Cà del Ghia in via Padova 283.
La Palazzetta – via Padova 370, prima del ponte sul Lambro di fronte al dazio. A fianco c’era la Centrale Elettrica che riforniva di corrente le Linee Celeri dell’Adda, ora sede di una moschea.
El Dazzi – in via Padova, immediatamente prima del ponte sul Lambro, dalla parte dei numeri dispari, quindi sulla parte delle merci in entrata, c’era il casello del dazio con un ampio piazzale.
La Goeubba – Borgo che comprendeva la cascina di Via Padova 393, l’osteria della Gobba e le case attorno, sia in via Padova che in via Bormio, demolite per la costruzione della tangenziale e della metropolitana. (foto 7)
Córt del Stella – via San Mamete 32.
El Bosch – zona alla fine di via San Mamete. (foto 8.
Bertani lavandee – Via S. Mamete, vicino alla Trattoria dell’Ombra.

foto 7 - L'osteria e la cascina di via Padova 393.
Córt del circol – via Meucci 2, dove c’è tuttora il “Circolo Cerizza” che aveva campi da bocce alla Milanese. (foto 9)
Córt del polliroeu – via Meucci 11.
Pont noeuv – Quartiere compreso tra le vie Arici, Perticari, Paruta, Asiago, Ponte Nuovo e Tanaro.
Cà del Molinari – via Ponte Nuovo 2. Così chiamata perché sino agli anni ’50 era presente la “Molinari Cartotecnica”.

foto 8 - foto degli anni '70 che certifica la presenza della vecchia frazione del bosco nel Comune di C rescenzago (foto G. Toscani)
Corte Regina – Quartiere compreso le vie Rottole, Regina Teodolinda, Emo e Turroni. L’area attorno alla chiesetta dei S. Re Magi, è presente su mappe molto antiche perché era sulla via Postale che congiungeva Milano alle zone dell’Adda. (foto 10)
Córt de la ferrera – via Celentano angolo via Placido Riccardi, vicino a dove attualmente sorge la chiesa di San Giuseppe dei Morenti, lato Istituto Suore del Preziosissimo Sangue.
Cà del Rusmin – via Gherini 2.

foto 9 - Cortile interno con le ringhiere di via Meucci 2.
Córt de la piattera – via Gherini 5, così chiamata perché vi abitava Renato Bonfanti, conosciutissimo a Crescenzago e nei paesi attorno come Renato piattee. Famoso perché batteva ogni cortile con il suo carro pieno di mercanzie per la casa che vendeva o barattava in cambio di stracci.
Córt del Stocchi – via Paradisi 2.
Bellaria – via Vittorelli in fondo a sinistra.
El Polo Nord – via Pusiano 2, caseggiato nella zona di Cimiano, attualmente a sud della via Palmanova.
Cà del secrìsta – via Berra 9.

foto 10' - Chiesetta dei Re Magi a Corte Regina
Cà del Gusmaroli – via Adriano 11.
Via di lavandè – via della Valle.
Córt di Candian – via Giulietti 1.