Enrico Mangili fu un illustre abitante di Crescenzago, a lui si deve l’invenzione dei coriandoli e delle stelle filanti.

Il Cavalier Enrico Mangili, ingegnere e industriale era proprietario di una filanda a Crescenzago. Nell 1875 ebbe la geniale trovata di utilizzare i piccoli dischetti di scarto dei fogli che venivano bucati per essere utilizzati come lettiere per i bachi da seta, per lanciarli sui carri di Carnevale. I minuscoli coriandoli a Milano ebbero subito un grande successo, creavano una atmosfera molto suggestiva, alla minima folata di vento sembrava nevicasse sulla sfilata. Prima di allora era usanza gettare sulle sfilate dei confetti , il nome coriandoli deriva dal fatto che si ricoprivano di zucchero i semi di coriandolo, una pianta molto comune in quei tempi attorno a Milano. Il Cav. Mangili iniziò a commercializzare i coriandoli, contribuendo a cambiare il volto e la storia del Carnevale, subito entrarono a far parte della tradizione meneghina e poi di tutto il mondo. Al Cav. Mangili, forse ispirato dai nastrini di carta usati per trasmettere i messaggi telegrafici viene attribuita anche la invenzione delle stelle filanti. Enrico Mangili fu un uomo molto caritatevole, contribuì economicamente alla fondazione dell’asilo che ospitava i figli delle filatrici di Crescenzago. Nel giardino dello stesso asilo, che ancora oggi si può vedere in via Padova 269, c’è un busto che lo ricorda.