Primo Levi e Crescenzago
   

Il chimico-scrittore torinese Primo Levi, oltre ai romanzi che lo hanno reso famoso, ha scritto anche alcune poesie, una di queste, nella raccolta “AD ORA INCERTA” (Garzanti editore) è dedicata a Crescenzago.

Tu forse non l'avevi mai pensato,
Ma il sole sorge pure a Crescenzago.
Sorge, e guarda se mai vedesse un prato,
O una foresta, o una collina, o un lago;
E non li trova, e con il viso brutto
Pompa vapori dal Naviglio asciutto
[…]

Con questa strofa inizia la poesia “Crescenzago” di Primo Levi.
Quando scrive questa poesia, nel febbraio 1943, Primo Levi si trova a Crescenzago, lavora presso un'industria farmaceutica svizzera, la Wander (*) dove è impegnato nella ricerca di nuovi farmaci contro il diabete.
Come scrive Ferrero in “I migliori anni della nostra vita” (Feltrinelli Editore), Levi ritrae la periferia di Milano nei colori angosciati di Sironi. Nelle righe successive appare anche una sirena, cupa premonitrice della sirena dei lager.

[…]
Quando all'alba suona la sirena
Strisciano fuor dai letti scarmigliati
[…]

Solamente nei versi conclusivi si può intravedere un tocco di colore e di umanità in questo scorcio di triste e grigia periferia milanese.

[…]
Fanno l'amore di sabato sera
Nel fosso della casa cantoniera.


Primo Levi, chimico di professione, è diventato famoso presso il grande pubblico soprattutto con le due opere ispirate dalla triste esperienza nei campi di concentramento tedeschi : “Se questo è un uomo” e “La tregua”.
Dopo aver vissuto ed essersi laureato a Torino nel 1941, nel 1943 viene a Milano per lavoro. Dopo dell'8 settembre, decide di entrare nella formazione partigiana di "Giustizia e Libertà", in Val d'Aosta.
Nel dicembre 1943 viene arrestato dalla milizia fascista e viene prima imprigionato nel campo di Fossoli, in Emilia e poi nel febbraio 1944 deportato nell’arbeitslager di Buna-Monowitz, un campo di lavoro che dipendeva da Auschwitz.
Liberato dall’avanzata dell’Armata rossa, torna a Torino, riprende la sua professione di chimico ma spinto dalla prorompente necessità di testimoniare al mondo le atrocità subite, racconterà nei 2 libri sopraccitati ed in altre pubblicazione le terribili vicissitudini che ha vissuto durante la prigionia.
L'11 aprile 1987 Primo Levi si uccide nella sua abitazione di Torino.

(*) Ancora oggi, in via Meucci 39 a Crescenzago, si può vedere il vecchio edificio della Wander, che produceva Ovomaltina e Formitrol. Oggi è sede di Cargo High Tech, un emporio di 11.000 metri che vende arredamento etnico e casalinghi.