Il Naviglio Martesana
   

La Martesana e Crescenzago

Il Naviglio Martesana formava a Crescenzago un piccolo porto utilizzato soprattutto dalle cave della zona di Crescenzago e dalle fornaci presenti nel territorio di Sesto S. Giovanni. Per favorire il trasporto, tra le cave di Vimodrone ed il porto di Crescenzago era attiva sul fondo del Naviglio una cremagliera per il traino controcorrente dei barconi di sabbia.

Il Naviglio Martesana ha giocato un ruolo molto importante nella vita economica ma anche sociale di Crescenzago.

La zona attorno al ponte vecchio sul Naviglio (el Pónt vècch) è stato per anni il fulcro attorno al quale si è sviluppato il paese: Via Berra che dal ponte porta all'abbazia di S. Maria Rossa, piazza Costantino sede del municipio prima dell'inglobamento in Milano e la via Amalfi lungo il Naviglio dove nel XVIII secolo sorsero molte ville tra il verde, tanto che la zona fu subito definita “la Riviera di Milano”.

Nei secoli scorsi chiunque avesse abitato a Crescenzago, almeno una volta nella vita aveva sicuramente fatto il bagno nelle sue acque, aveva partecipato a qualche festa sui barconi o nei periodi “asciutta” era entrato per cercare di prendere i pesci che rimanevano imprigionati nelle pozze che si formavano nel letto semiasciutto.

I barconi oltre ad essere strumento di lavoro venivano spesso utilizzati per le feste e le processioni religiose. A Crescenzago, in particolare nel mese di maggio, mese consacrato alla Madonna a cui è dedicata l'abbazia di Santa Maria Rossa, la statua della Madonna veniva portata in processione sui barconi e venerata.

Nei secoli scorsi ogni occasione era buona per ritrovarsi, fare festa e dimenticare la vita dura, era sufficiente un po' di musica e l'allegria sui barconi era assicurata.

Breve Storia

Il Naviglio Martesana (chiamato anche Naviglio Piccolo) deve il suo nome alla Gens Martecia che già attorno all'anno mille occupava le terre che sarebbero state percorse dal canale cinque secoli dopo.

Verso la metà del XV secolo Filippo Maria Visconti lavorò al progetto di un canale per collegare Milano con l'Adda ma alla sua morte i lavori non erano ancora iniziati. Dieci anni dopo, nel 1457 Francesco Sforza iniziò i lavori che durarono sino al 1465.

Nei secoli scorsi il trasporto delle merci sulla Martesana era molto attivo, si portavano verso la città tutte le derrate alimentari: granaglie, vini, frutta e verdura fresca, prodotti caseari e carni. Si portava anche tutto il materiale per le costruzioni: marmo, legname, paglia, carbone, calcina, mattoni e la ghiaia. I barconi portavano verso le campagne circostanti sale ed i prodotti lavorati. I primi anni dell'800, furono quelli di più intenso sfruttamento commerciale della Martesana. In quel periodo si è calcolato che venivano movimentate annualmente circa 55.000 tonnellate di merce coi barconi.

Agli inizi del 1800 iniziò anche un regolare servizio di trasporto passeggeri ma la sua lentezza e la concorrenza del trasporto su rotaia (le linee celeri dell'Adda) ne decretarono presto la soppressione. La navigazione sul Naviglio fu utilizzata per molti decenni dagli arcivescovi di Milano che la utilizzavano per recarsi nella villa arcivescovile di Groppello d' Adda, presso Inzago.

Su un lato delle sponde del Naviglio si trovava una strada, chiamata alzaia,che veniva utilizzata per trainare i barconi controcorrente con i cavalli od i buoi; alla fine del XX secolo tutta la alzaia, da Milano all'Adda, è stata trasformata in pista ciclabile.